Il meglio di noi (al tramonto… e non solo!)

Ieri sera ho fatto una passeggiata al mare. Era poco dopo il tramonto e il cielo sembrava una tavolozza di colori, forti e vividi come non mai: arancioni, gialli, rosa e rossi di ogni sfumatura, che giocavano tra loro contro l’azzurro del cielo e si riflettevano sul mare, danzando sulle onde.

Uno spettacolo meraviglioso!

Come spesso accade di fronte a spettacoli come questi, la mia coscienza si è espansa. Una grande pace è discesa su di me e ho sentito riverberare dentro queste parole: «Quando Tu dai il meglio di Te, io sento dentro il meglio di me».

Eppure… a pochi metri da dove mi trovavo io, contemplando quello spettacolo, c’erano persone che guardavano nella direzione opposta e non si erano accorte di niente!

Alcune di loro erano coinvolte in una discussione. Altre avevano lo sguardo fisso sul cellulare. Altre ancora stavano ascoltando la musica assordante di un locale poco lontano. E c’era perfino un gruppo di ragazzini ubriachi (che tristezza!) completamente immersi in una realtà parallela decisamente poco paradisiaca.

Come mai quei colori meravigliosi non sono penetrati nella loro coscienza, scuotendola dal torpore in cui si trovava in quel momento? Come possiamo fare per essere influenzati positivamente dal “meglio” che ci circonda, per contattare il “meglio” dentro di noi?

Ecco alcuni suggerimenti.

1. FERMARSI ED ESPANDERE LA PERCEZIONE

La prima cosa che ho fatto ieri sera, prima ancora di rendermi conto che nel cielo dietro di me stava accadendo una tale meraviglia, è stato fermarmi a sedere sugli scogli per un breve momento di meditazione e di ascolto.

Ho richiamato i sensi, che fino a quel momento erano fuggiti in ogni direzione, attratti dalle scene, dai suoni e dai profumi di una serata al mare.

Ho fissato lo sguardo su un punto, e contemporaneamente ho preso consapevolezza della mia visione periferica, più sfocata, lasciando che abbracciasse tutto quello che mi circondava, fino a dove il mio campo visivo poteva arrivare senza che io muovessi la testa.

Ho anche espanso il mio senso dell’udito, cercando di accogliere tutti i suoni senza soffermarmi su nessuno in particolare, lasciando che allo sciabordio delle onde più vicine si aggiungessero via via percezioni sempre più distanti, in ogni direzione.

Questo mi ha portata istantaneamente in uno stato di presenza. E in quella presenza ho avvertito unione, gratitudine, devozione. Una grande pace, e una percezione espansa della realtà.

Quando mi sono alzata dagli scogli, cercando di mantenere quello stato di coscienza espanso, ecco che ho notato il tramonto: come se fossi predisposta, in quel momento, a cogliere qualcosa in più di ciò che mi circondava…

2. SCEGLIERE CONSAPEVOLMENTE

A quel punto, avrei potuto dire tra me e me: «Oh, che bel tramonto! Però mi interessa di più andare dall’altra parte a fare quell’altra cosa…».

Quante volte accade questo nella nostra vita? L’“ambiente” cerca di aiutare la nostra volontà, ma la volontà lo ignora con decisione!

È qui dove l’intenzione e la consapevolezza irrompono sulla scena: perché le scelte che facciamo non sono, come sembra, il frutto di una decisione presa nel momento. Quella decisione non accade nel vuoto, ma è come il punto di un ricamo più vasto che stiamo già facendo.

Se io non stessi vivendo già da anni praticando la connessione con un Qualcosa di più vasto e profondo, se io non mi fossi seduta sugli scogli a meditare qualche attimo prima… forse anch’io avrei scelto di ignorare quel tramonto, o forse non lo avrei neppure registrato nel mio campo visivo.

Prendetevi un attimo per chiedervi: qual è l’intenzione di base della mia vita, la direzione generale nella quale sto andando? È molto importante fare spesso questo piccolo “controllo di rotta”!

3. LASCIARSI TRASFORMARE

L’ultimo punto di questo processo – in realtà molto semplice e naturale – è prendere ciò che accade attorno a noi, con i suoi doni e le sue lezioni, e portarlo dentro di noi.

Facendo così, possiamo accogliere la Vita a un livello sempre più profondo. 

Il tramonto di ieri avrebbe potuto restare una bellissima esperienza dei sensi. E lo è stata: una vera “bomba” di stimoli e sensazioni. Ma c’era molto di più che quell’esperienza voleva regalarmi: sensazioni più sottili, movimenti di coscienza quasi impalpabili, nuove comprensioni pronte ad affacciarsi dentro di me.

Avrei potuto fare qualche foto, cogliere quella bellezza… e lasciare che finisse lì. Invece, quell’esperienza ha trasformato qualcosa dentro di me.

La differenza? Di nuovo, la mia intenzione di sottofondo: vivere la vita consapevolmente e cogliere ogni istante come un’opportunità di crescita!

È così anche per voi? O come può diventare sempre più un’abitudine spontanea e consolidata?

Possa questa estate essere per tutti noi un periodo di meravigliose trasformazioni e di profonda gratitudine per l’incredibile avventura della Vita. Anche quando i colori che tingono il nostro cielo non sono del tutto rosei…

Vi lascio con queste splendide parole di Yogananda, tratte dal suo libro Sussurri dall’Eternità: 

«I miei occhi sono incantati, Padre, dalla bellezza dei fiori terreni, dalle mutevoli scene della vita e dalle nuvole silenziose che solcano il cielo. Ovunque, scorgo segni della Tua celata presenza. Apri in me quell’occhio che vede Te soltanto. Con quell’occhio, possa io contemplarTi sopra, sotto, tutt’intorno, dentro e fuori di me. Insegnami, in tutte le cose, a vedere soltanto Te. Apri in me quell’occhio che scorge in ogni luogo la Tua meraviglia nascosta, che regna impercettibile ovunque».




























































































































Il meglio di noi (al tramonto… e non solo!) Anime Luminose, come state? Vorrei condividere con voi un’esperienza molto bella che ho
fatto ieri sera, durante una passeggiata al mare. Era poco dopo il tramonto e il cielo sembrava una tavolozza
di colori, forti e vividi come non mai: arancioni, gialli, rosa e rossi di ogni
sfumatura che giocavano tra loro contro l’azzurro del cielo e si riflettevano
sul mare, danzando sulle onde.Uno spettacolo meraviglioso (che forse avete visto nei reel
che ho postato su Instagram e Facebook… anche se i colori erano  mooooolto più intensi!). Come spesso accade di fronte a spettacoli come questi, la
mia coscienza si è espansa. Una grande pace è discesa su di me e ho sentito
riverberare dentro queste parole: «Quando Tu dai il meglio di Te, io sento
dentro il meglio di me».Capita anche a voi?È interessante che Yogananda abbia detto due cose
apparentemente contrastanti in proposito: 1. Le circostanze sono neutre.2. L’ambiente è più forte della volontà (cioè ci influenza).Io lo interpreto così: ciò che accade attorno a noi è
potenzialmente neutro, nel senso che sono le nostre reazioni e intenzioni a
“colorare” le nostre esperienze. Ieri sera, ad esempio, a pochi metri da dove mi trovavo
contemplando quello spettacolo, c’erano persone che guardavano nella direzione
opposta e non si erano accorte di niente!Alcune di loro erano coinvolte in una discussione. Altre
avevano lo sguardo fisso sul cellulare. Altre ancora stavano ascoltando la
musica assordante di un locale poco lontano. E c’era perfino un gruppo di
ragazzini ubriachi (che tristezza!) completamente immersi in una realtà parallela
decisamente poco paradisiaca.Ma, se l’ambiente è più forte della volontà, come mai quel
tramonto non ha avuto la meglio sulla volontà di quelle persone di rimanere
immerse in vibrazioni più basse e limitate? Come mai quei colori meravigliosi
non sono penetrati come tentacoli nella loro coscienza, scuotendola dal torpore
in cui si trovava in quel momento? Funziona davvero solo in senso negativo? Ovviamente no, altrimenti Yogananda non avrebbe usato quella
frase per consigliarci di frequentare luoghi e persone elevanti!E allora, come possiamo fare per essere influenzati
positivamente dal “meglio” che ci circonda, per contattare il “meglio” dentro
di noi?Ecco alcuni suggerimenti (che ho riassunto anche in questo
blog
, se volete condividerli). 1. Fermarsi ed espandere la percezione La prima cosa che ho fatto ieri sera, prima ancora di
rendermi conto che nel cielo dietro di me stava accadendo una tale meraviglia,
è stato fermarmi a sedere sugli scogli per un breve momento di meditazione e di
ascolto. Ho richiamato i sensi, che fino a quel momento erano fuggiti
in ogni direzione, attratti dalle scene, dai suoni e dai profumi di una serata
al mare. Ho fissato lo sguardo su un punto, e contemporaneamente ho
preso consapevolezza della mia visione periferica, più sfocata, lasciando che
abbracciasse tutto quello che mi circondava, fino a dove il mio campo visivo
poteva arrivare senza che io muovessi la testa. Ho anche espanso il mio senso dell’udito, cercando di
accogliere tutti i suoni senza soffermarmi su nessuno in particolare, lasciando
che allo sciabordio delle onde più vicine si aggiungessero via via percezioni sempre
più distanti, in ogni direzione.Questo mi ha portata istantaneamente in uno stato di
presenza. E in quella presenza ho avvertito unione, gratitudine, devozione. Una
grande pace, e una percezione espansa della realtà. Quando mi sono alzata dagli scogli, cercando di mantenere
quello stato di coscienza espanso, ecco che ho notato il tramonto: come se
fossi predisposta, in quel momento, a cogliere qualcosa in più di ciò che mi
circondava… 2. Scegliere consapevolmenteA quel punto, avrei potuto dire tra me e me: «Oh, che bel
tramonto! Però mi interessa di più andare dall’altra parte a fare quell’altra
cosa…». Quante volte accade questo nella nostra vita? L’“ambiente”
cerca di aiutare la nostra volontà, ma la volontà lo ignora con decisione! È qui dove l’intenzione e la consapevolezza irrompono sulla scena:
perché le scelte che facciamo non sono, come sembra, il frutto di una decisione
presa nel momento. Quella decisione non accade nel vuoto, ma è come il punto di
un ricamo più vasto che stiamo già facendo. Se io non stessi vivendo già da anni praticando la
connessione con un Qualcosa di più vasto e profondo, se io non mi fossi seduta
sugli scogli a meditare qualche attimo prima… forse anch’io avrei scelto di
ignorare quel tramonto, o forse non lo avrei neppure registrato nel mio campo
visivo. Prendetevi un attimo per chiedervi: qual è l’intenzione di
base della mia vita, la direzione generale nella quale sto andando? È molto importante
fare spesso questo piccolo “controllo di rotta”! 3. Lasciarsi trasformareL’ultimo punto di questo processo – in realtà molto semplice
e naturale – è prendere ciò che accade attorno a noi, con i suoi doni e
le sue lezioni, e portarlo dentro di noi. Facendo così, possiamo accogliere la Vita a un livello
sempre più profondo.  Il tramonto di ieri avrebbe potuto restare una bellissima
esperienza dei sensi. E lo è stata: una vera “bomba” di stimoli e sensazioni.
Ma c’era molto di più che quell’esperienza voleva regalarmi: sensazioni più
sottili, movimenti di coscienza quasi impalpabili, nuove comprensioni pronte ad
affacciarsi dentro di me. Avrei potuto fare qualche foto, cogliere quella bellezza… e
lasciare che finisse lì. Invece, quell’esperienza ha trasformato qualcosa
dentro di me.La differenza? Di nuovo, la mia intenzione di sottofondo:
vivere la vita consapevolmente e cogliere ogni istante come un’opportunità di
crescita!È così anche per voi? O come può diventare sempre più un’abitudine
spontanea e consolidata? Care amiche e amici, possa questa estate essere per tutti
noi un periodo di meravigliose trasformazioni e di profonda gratitudine per
l’incredibile avventura della Vita. Anche quando i colori che tingono il nostro
cielo non sono del tutto rosei…A questo proposito, un piccolo appello: una mia carissima
amica e grande devota, Vinaya, sta vivendo un’avventura molto impegnativa che
riguarda la sua salute. Oltre a chiedere preghiere per poter continuare ad
affrontare questa sfida con l’ispirante forza interiore che sta dimostrando,
Vinaya ha avviato una raccolta fondi per poter usufruire di cure migliori. Se
qualcuno si sente ispirato a sostenere questa splendida anima, questo è il link
dove potete farlo
. https://www.gofundme.com/f/continuiamo-a-sostenere-vinaya-nel-suo-cammino?utm_campaign=man_ss_icons_thank_modal&utm_medium=customer&utm_source=copy_linkE, per finire, segnatevi in agenda questa data: martedì 2
settembre alle 20:00 terrò una serata online gratuita per presentare le
tecniche dei Solchi di Yogananda e il percorso di formazione, sia per imparare
a praticarle su di sé che sugli altri. Ci sarà anche una pratica guidata,
quindi approfittatene… e passate parola! Vi darò maggiori informazioni più
avanti.Vi abbraccio forte, grandi Anime, e vi lascio con queste
splendide parole di Yogananda, tratte dal suo libro Sussurri dall’Eternità:  https://www.anandaedizioni.it/libri/paramhansa-yogananda/sussurri-dall-eternita-tascabile/«I miei occhi sono incantati, Padre, dalla bellezza dei
fiori terreni, dalle mutevoli scene della vita e dalle nuvole silenziose che
solcano il cielo. Ovunque, scorgo segni della Tua celata presenza. Apri in me
quell’occhio che vede Te soltanto. Con quell’occhio, possa io contemplarTi
sopra, sotto, tutt’intorno, dentro e fuori di me. Insegnami, in tutte le cose,
a vedere soltanto Te. Apri in me quell’occhio che scorge in ogni luogo la Tua
meraviglia nascosta, che regna impercettibile ovunque».
Con amore, Sahaja 

Ciao, sono Sahaja!

Forse abbiamo in comune molte cose, o forse una soltanto… Vuoi scoprirla?

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