La seclusion: un antidoto alla frenesia dei nostri giorni

Nelle nostre vite sempre più frenetiche, può risultare difficile ritagliarci degli spazi di silenzio e di profondo riposo per il corpo e, soprattutto, per la mente, perché anche quando non siamo coinvolti in attività esteriori, la nostra mente è come un motore che non si spegne mai.

Le nuove sindromi come la FOMO (Fear of Missing out), cioè il timore di perderci qualcosa di importante se non rimaniamo sempre connessi, fanno sì che il nostro cervello e il sistema nervoso siano costantemente soggetti a sollecitazioni.

E non sono solo loro a risentirne! Da millenni, gli yogi ci dicono che la nostra capacità di accedere agli stati di benessere più profondi è inversamente proporzionale al lavorio della nostra mente! «Dove cessa il movimento, comincia Dio» soleva dire il grande maestro Yogananda.

Forse per te la parola Dio risulta un po’ ingombrante ma, in sostanza, quello che lui intendeva era questo: tutto quello che veramente desideriamo – l’amore incondizionato, la pace della mente e del cuore, una felicità durevole e costante, uno stato di equilibrio e di salute, la capacità di attrarre abbondanza e successo, e così via – tutto questo è già dentro di noi e possiamo cominciare a farlo affiorare quando facciamo silenzio.

Una delle pratiche consigliate per creare questo spazio interiore è la seclusion: un periodo in cui stacchiamo i contatti con il mondo esterno e ci dedichiamo a meditazioni più profonde, letture ispiranti, passeggiate nella Natura, attività di introspezione… a tutto quello che ci aiuta a sentirci maggiormente in comunione con noi stessi e con l’Universo.

Sia che la seclusion sia già una tua attività consueta o che tu ti senta ispirato a provarla per la prima volta, eccoti alcuni consigli per farlo.

1. La solitudine

La condizione fondamentale per la seclusion è la solitudine che, come diceva Yogananda, «è il prezzo della grandezza». Quale che sia la durata del tempo che puoi dedicarti, organizzati in modo da poterti isolare e da non essere disturbato dalle richieste di famigliari, amici, colleghi o estranei. Sembra impossibile farlo, ma prova a pensare in questi termini: se (toccando ferro) tu fossi in coma per qualche giorno… il mondo dovrebbe comunque fare a meno di te!

È importante, tuttavia, che tu affronti lo stare da solo come un’opportunità di maggiore connessione con te stesso, non come una privazione.

2. Telefono, mail e social media

Oltre ad assicurarti di non essere disturbato, poniti anche fermamente l’intenzione di non attivare tu stesso dei contatti con il “mondo esterno”, specialmente attraverso internet o i social. Anche se per qualche ora o giorno non sarai al corrente di quello che accade “là fuori”, potrai recuperare in seguito!

Trasforma la FOMO in JOMO: Joy of Missing out, la gioia di perderti quello che accade fuori per concentrarti su quello che accade dentro!

3. Per quanto tempo?

A seconda delle possibilità, la seclusion può durare anche solo una mezza giornata, oppure estendersi a una settimana e perfino a periodi più lunghi. Il tempo ideale è, sostanzialmente, quello che puoi permetterti, e anche quello che senti giusto per te senza esagerare!

Una buona abitudine può essere quella di fare dei periodi brevi con regolarità (ad esempio mezza giornata ogni settimana, oppure una giornata o un weekend una volta al mese) e un periodo più lungo (di una settimana o più) una volta all’anno. Comincia a un livello che vada bene per te e poi, se puoi, aumenta la durata nelle occasioni successive.

4. Il luogo ideale

Di solito, il luogo in cui viviamo abitualmente è carico di vibrazioni della nostra quotidianità e di “progetti incompiuti” (il famoso cassetto da riordinare…) e potrebbe distrarre la mente e riempire il nostro tempo. L’ideale è un luogo tranquillo e permeato di vibrazioni elevanti, come un monastero o un centro di yoga o meditazione, ma anche una stanza o un appartamentino in un luogo silenzioso e privo di distrazioni potranno sostenere la tua esperienza. L’importante è che tu non sia a contatto con altre persone e che l’ambiente non stimoli energie irrequiete.

Se la tua seclusion è di poche ore o di mezza giornata, il luogo ideale potrebbe anche essere semplicemente sotto un albero in un parco o in un bosco.

5. Che cosa fare durante la seclusion?

Tutto quello che ti aiuta a sentirti rilassato e ispirato e ad approfondire la tua comunione interiore con te stesso e con il Divino!

Porta con te tutto l’occorrente per fare meditazioni comode e profonde, il tuo tappetino per lo yoga, abbigliamento comodo per stare nella natura (magari anche facendo delle meditazioni camminando), libri, musiche e video ispiranti, un diario ed eventuali colori per raccogliere ed elaborare le tue esperienze, e così via.

Cerca di evitare letture e video che abbassino le tue vibrazioni. Questo è un tempo prezioso, diverso dal semplice svago: un tempo per elevare la coscienza ed esplorare nuove dimensioni del tuo essere.  

Un suggerimento in più: cerca di non riempire tutto il tuo tempo, neppure con pratiche spirituali, ma di lasciare spazio anche all’immobilità, al silenzio e al rilassamento profondo.

Al tempo stesso, non lasciare che la tua energia diventi troppo apatica e passiva. Come sempre, equilibrio è la parola d’ordine!

6. L’alimentazione durante la seclusion

Questo può essere il momento ideale per fare un breve digiuno o semi-digiuno, se il tuo corpo e le tue condizioni di salute te lo consentono. In ogni caso, l’alimentazione dovrebbe essere leggera, per consentire al tuo spirito di espandersi… e non di concentrarsi sullo stomaco! Cerca anche di evitare l’alcol e altri stimolanti, come il tè nero e il caffè.

7. E se affiorano “mostri”?

Nel silenzio interiore non è solo l’anima a rivelarsi… ma a volte anche il subconscio, con le sue ombre. Se questo dovesse accadere, non spaventarti né preoccuparti, è del tutto normale. Accogli ciò che arriva come un amico che ha un messaggio per te e vuole farti vedere qualcosa che ha bisogno della tua amorevole attenzione. Lavoraci sopra con la consapevolezza, l’introspezione, la meditazione e le affermazioni. E, se hai un terapeuta che ti segue, ricordati di parlargliene nel vostro prossimo incontro.

(PS: se ti interessa il lavoro con l’ombra, potrai trovare utile il mio corso Fare pace nel regno interiore. Puoi trovare qui la descrizione e la registrazione.)

8. L’importanza dell’integrazione

Specialmente dopo un periodo di seclusion più lungo, tornare alla quotidianità può presentare delle sfide. Dopo aver sperimentato quella pace, quell’assenza di problemi, quel contatto con se stessi e con i propri ritmi, essere catapultati all’improvviso nelle frenetiche incombenze quotidiane può creare disorientamento, resistenze… e desiderio di fuga! Come fare per attuare una transizione armoniosa? Se puoi, lasciati un giorno libero alla fine della seclusion, anche con altre persone, ma senza doverti subito catapultare nei ritmi del quotidiano.

Nella fase finale della tua seclusion, puoi anche visualizzarti mentre ritorni a casa con calma e centratura e riprendi le tue attività rimanendo connesso con la bellissima energia che hai creato.

Mi auguro che questi consigli ti siano utili e che tu ti senta ispirato a creare nella tua vita sempre più momenti di profondo silenzio, immobilità e connessione, con te stesso e con il Divino. Buona seclusion!

Foto di Matteo Di Iorio su Unsplash

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