Risorgere non è un optional


Avevo sempre pensato che la resurrezione fosse un evento straordinario (cioè completamente fuori dall’ordinario), accaduto a un uomo straordinario e unico nella Storia: l’unico figlio di Dio, l’unico essere umano a essere mai risorto…

Questo, per lo meno, era quello che mi era stato insegnato da bambina.

Ma poi tutto è cambiato. Ho iniziato a comprendere la differenza tra Gesù e il Cristo, tra il personaggio storico e la coscienza che incarnava.

Ho capito – e un po’ alla volta ho anche imparato a percepire – che la Coscienza Cristica, la scintilla divina che dimora in ogni atomo della Creazione, vive nel nostro stesso essere, in attesa di essere risvegliata.

E ho compreso che la risurrezione ci riguarda tutti.

Non tanto la risurrezione del corpo – anche se anche altri maestri (come Sri Yukteswar, il guru di Yogananda) l’hanno vissuta e ci hanno detto che è possibile – ma quella dello spirito.

La risurrezione della nostra essenza più vera e profonda dal sepolcro di oscurità che l’avvolge: il “sepolcro” di Maya, della dimenticanza di ciò che veramente siamo.

Ma come si fa, concretamente, a risorgere? Ecco qualche spunto…

1. Siamo molto più di quello che pensiamo

Innanzitutto, per risorgere dovremmo sempre ricordarci che siamo molto più di quello che pensiamo di essere. Che c’è qualcosa di grande e divino che vuole emergere da dentro di noi, e che è questo il vero scopo della nostra vita.

Dovremmo ripetercelo continuamente, anche quando ci guardiamo allo specchio: “Ciao, grande Anima! Tu sei MOLTO più di questo viso e questo corpo, MOLTO più di tutto quello che credi di essere!”

E dovremmo sperimentarlo ogni giorno nelle nostre attività quotidiane: nel contatto con la vastità della Natura, espandendo il nostro cuore nell’amore per gli altri, ampliando i nostri orizzonti e i nostri limiti in tutto ciò che facciamo.

Soprattutto, dovremmo sperimentarlo nella meditazione, nel contatto con l’immensità della nostra anime e dello Spirito di cui siamo parte.

2. Possiamo veramente risorgere

È anche importante ricordare a noi stessi che possiamo veramente risorgere. Che qualsiasi stato interiore di limitazione o oscurità può essere trasmutato, perché la nostra coscienza e i nostri pensieri sono ineffabili e costantemente mutevoli.

Se li dirigiamo verso stati di coscienza superiori, li raggiungono in un istante! E se lo facciamo ripetutamente, quegli stati diventano la nostra identità.

PROVALO SUBITO: chiudi gli occhi e pensa per un attimo a qualcosa di bello ed elevante. Poi ascoltati dentro… Hai visto? È bastato un attimo e qualcosa dentro di te si è mosso, ha cominciato a risorgere!

Prendi l’abitudine di farlo più volte al giorno, il più spesso possibile: appoggia l’indice sulla fronte, tra le sopracciglia – la sede della Coscienza Cristica – e immagina o percepisci la tua energia salire verso quel punto. Se vuoi, aiutati visualizzando qualcosa di ispirante o ripetendo un’affermazione positiva.

Tu sei molto più di quello che pensi… e puoi cambiare la tua percezione in un istante!

3. Dobbiamo essere disposti a morire

Infine, è importante ricordare a noi stessi che per risorgere dobbiamo essere disposti a morire. E che la “morte” che precede la risurrezione non è una perdita, ma la preparazione a una gloriosa conquista!

Dovremmo ricordare alla nostra mente, così attaccata alla sopravvivenza, che quando lasciamo andare vecchie parti di noi, vecchie identità, vecchie abitudini, vecchie convinzioni, in realtà stiamo lasciando spazio a esperienze infinitamente più appaganti: alla massima espressione di ciò che siamo.

Possiamo ricordare alla nostra mente che la farfalla non volerebbe libera nel cielo, se non avesse lasciato andare il bruco e non avesse accolto il tempo buio e incerto della crisalide, per “risorgere” da quella forma!

Ma dobbiamo anche essere un po’ “tosti” con noi stessi, come diceva Yogananda: perché la mente non può essere convinta solo con la “carota”, ma spesso ci vuole anche il “bastone”, la disciplina!

Dobbiamo raccogliere la nostra forza e crocifiggere noi stessi quelle vecchie abitudini limitanti. Oppure accogliere con coraggio la sofferenza, quando la vita viene a “crocifiggerci” con le sue prove, per trasformarci.

La risurrezione ci aspetta

In ogni caso, che cooperiamo oppure no, la risurrezione non è un optional! Siamo stati creati per risorgere, vita dopo vita, da stati di coscienza inferiori a stati superiori, e la nostra anima continuerà a darci le opportunità per farlo.

Se cooperiamo, i tempi si ridurranno e soffriremo meno… Ma in ogni caso, prima o poi risorgeremo!

Il mondo intero ha bisogno di risorgere

Un ultimo pensiero: non siamo solo noi ad aver bisogno di risorgere ma, più che mai, il mondo intero. Risorgere da vecchi modi di pensare e agire che non funzionano più, da una coscienza di egoismo e avidità che crea continua sofferenza e distruzione, da una visione distorta del senso della vita che non può più reggere il confronto con la Verità.

La bella notizia è che il “mondo” siamo noi, e possiamo approfittare di queste potenti vibrazioni pasquali per fare ancora di più la nostra parte: scendendo nel sepolcro delle nostre piccolezze per portarle alla luce e farle risorgere in una nuova coscienza.

Che questa Pasqua sia per tutti noi un tempo di rinascita!

Foto di __ drz __ su Unsplash



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